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La rappresentazione della mano

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L’homunculus corticale è la rappresentazione della suddivisione anatomica sensitiva e motoria dell’Uomo a livello della corteccia cerebrale. Questa mappa fu sviluppata nel XX secolo da Penfield, studioso canadese.La grandezza di ciascuna regione è proporzionale al numero di recettori sensitivi e al numero di placche motorie in essa presenti e questo appare particolarmente evidente per l’organo “mano”.


Le impronte digitali

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Le impronte digitali si formano alla 23° di gravidanza e rimangono immutate per tutta la vita. Il disegno superficiale della cute a livello dei polpastrelli è dovuto alla disposizione delle fibre di connessione tra lo strato epidermico, più superficiale, e dermico, più profondo. Creste e solchi che vengono a formarsi sono chiamati “dermatoglifi” e possono avere svariate disposizioni: ad arco, a spirale, a cappio, a tenda e miste.Oltre all’immutablità, le impronte digitali presentano un’ulteriore caratteristica: l’individualità. Questa caratteristica le rende un valido strumento di identificazione personale. Inoltre, in caso di abrasioni o ferite, la cute dei polpastrelli guarisce mantenendo le stesse caratteristiche e la stessa disposizione dei dermatoglifi. La condizione di assenza di impronte digitali in medicina prende il nome di adermatoglifia.


La frattura del Boxeur

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Alcune volte capita di arrabbiarsi e sfogare la rabbia tirando un pugno nel muro o contro una porta.Da chirurgo della mano sconsiglio vivamente questa pratica perché si potrebbe incorrere in quella che viene definita appunto la “frattura del boxeur”, ovvero la frattura del 5° metacarpo – oltre al fatto che ritengo importante la gestione della rabbia.Il 5° metacarpo è soggetto a questo tipo di trauma perché a pugno chiuso rimane esposto e il suo corpo osseo è spesso sottile.La mano appare gonfia e si può apprezzare l’assenza della nocca durante la flessione delle dita lunghe. Questo accade perché nella frattura del metacarpo la sua estremità distale tende a flettersi su se stessa.Importante in questi casi è eseguire una radiografia.Prima di tirare un pugno al muro (o peggio, a una persona) ricordatevi che potreste poi dover essere sottoposti a un intervento chirurgico per riparare la frattura. Impariamo a gestire la rabbia in modo responsabile.


Traumi domestici: cosa fare? Fratture

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Ci sono diversi fattori che contribuiscono al verificarsi di incidenti domestici: distrazione, stress, cambiamenti improvvisi nella routine quotidiana, alloggio povero o condizioni di sovraffollamento, una mancanza di familiarità con l’ambiente circostante (nuova abitazione, in vacanza, da amici).Una frattura è un evento che si verifica nel 12,8% dei traumi domestici e tale valore aumenta tra gli anziani.In caso di caduta o urto accidentale (dalle scale/gradini e dai letti/lettini) che provochi una spiccata sintomatologia dolorosa e limitazione della funzione, è bene sospettare una frattura ossea. La parte del corpo interessata può presentarsi deformata e altamente dolente ai tentativi di mobilizzazione attiva. E’ importante evitare di manipolare il distretto e astenersi dal raddrizzarlo: questo potrebbe creare un peggioramento del quadro clinico (lesioni vascolari e nervose). Applicare del ghiaccio a scopo antalgico e immobilizzare l’arto in modo da ridurne la mobilizzazione involontaria. Chiamare i soccorsi (112) o dirigersi presso il pronto soccorso più vicino, se accompagnati. In ospedale verranno eseguite delle radiografie per l’inquadramento della possibile lesione.


Cicatrici chirurgiche

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Le cicatrici cutanee sono il risultato della guarigione di ferite, siano esse accidentali o chirurgiche. Si creano per deposizione di collagene e attraversano diverse fasi definite di “maturazione”.Le cicatrici attive (primi 6-12 mesi) appaiono arrossate, edematose e sono dolenti alla palpazione. Durante questo periodo è fondamentale prendersene cura, con massaggi locali, che hanno lo scopo di ammorbidire i tessuti e drenare l’edema infiammatorio. Esistono molti prodotti in commercio, ma l’azione meccanica del massaggio rimane il fattore più importante. Il chirurgo e il fisioterapista sapranno consigliare prodotti specifici in caso di necessità (per esempio cerotti al silicone). Fondamentale in questa fase, in cui le cicatrici appaiono rosse, è la loro protezione solare: da utilizzarsi in caso di qualsiasi esposizione solare prodotti schermanti (SPF 50+).Una volta stabilizzate ( >12 mesi) le cicatrici ben trattate saranno praticamente invisibili – sottili, morbide e prive di aderenze profonde.


La microchirurgia

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La microchirurgia è una tecnica chirurgica che permette di rendere accessibili alla mano del Chirurgo strutture anatomiche pressoché invisibili all’occhio umano, come vasi e terminazioni nervose di distretti periferici come ad esempio le dita delle mani.Per eseguire interventi di microchirurgia sono necessari mezzi di ingrandimento ottico come occhiali ingrandenti telescopici, che permettono al chirurgo di vedere il campo operatorio ingrandito di 3-4 volte. Questi strumenti fanno parte dello strumentario quotidiano personale del chirurgo della mano.Alcuni interventi chirurgici richiedono ingrandimenti ancora maggiori e per questi il chirurgo si avvale di veri e propri microscopi operatori, che possono raggiungere ingrandimenti del campo operatorio fino a 40X.Per gli interventi microchirurgici sono inoltre indispensabili speciali strumenti chirurgici, che permettano di manipolare i tessuti con estrema finezza e precisione.


Prevenzione: guanti da lavoro

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Esistono guanti da giardinaggio, guanti per le pulizie, guanti da meccanico, guanti per le tinte, guanti per il chirurgo…insomma, ogni professionista ha bisogno dei suoi guanti per proteggersi #DPI.Questo strumento crea una barriera tra i nostri “strumenti di lavoro” – le nostre mani – e gli agenti dannosi con cui si può venire a contatto durante lo svolgimento della propria attività lavorativa, siano essi di natura chimica (detersivi, tensioattivi, caustici, agenti irritanti) sia di natura meccanica (materiali sporchi, taglienti, macchinari automatizzati, presse). Mai sottovalutare il pericolo! La troppa confidenza è la maggiore causa di incidenti sul lavoro.


Curiosità: la mano e la Sezione Aurea

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Il nostro cervello mostrerebbe una naturale predilezione verso linee e forme che richiamano un particolare rapporto matematico, identificato nel XII secolo dal matematico Luca Fibonacci con il nome di Sezione Aurea, o costante di Fidia (dal nome del grande scultore del V secolo a.C.), rapporto aureo, numero aureo o divina proporzione.Questo numero, indicato con la lettera greca ”ϕ “ è pari a 1,618033.In molti esseri viventi o in loro parti anatomiche, certe proporzioni rispettano la successione matematica di Fibonacci e il rapporto tra due numeri successivi di tale successione tende a Φ: la distanza dal gomito alla mano (con le dita tese), moltiplicata per 1,618, dà la lunghezza totale del braccio; anche le falangi del dito medio e dell’anulare rispettano la proporzione aurea procedendo da distale a prossimale.


Il morso di cane (o gatto)

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Le lesioni da parte di animali domestici possono essere particolarmente insidiose.Spesso si manifestano con piccole ferite puntiformi (denti, generalmente i canini), definite lesioni da punta. Queste possono essere spesso sottovalutate proprio per l’esiguità della lesione cutanea, ma possono nascondere vere e proprie lesioni a strutture nobili, quali nervi, tendini o vasi sanguigni, che vengono trapassati e lesionati completamente. Inoltre non bisogna dimenticarsi della variegata flora batterica orale degli animali, spesso fonte di importanti infezioni se non trattata adeguatamente.Nel caso di morso animale quindi è importante lavare bene la ferita con acqua corrente e recarsi presso il Pronto Soccorso, in modo da iniziare il prima possibile una terapia antibiotica ad ampio spettro. Non meno importante la valutazione di uno Specialista della Mano per escludere lesioni tendinee, ossee o nervose.


Quante persone dietro a un ricovero?

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Quante persone dietro a un ricovero? Quando si pensa a un intervento chirurgico e a un ricovero ospedaliero non ci si immagina quante persone siano effettivamente coinvolte. Dal momento in cui il chirurgo da un‘indicazione chirurgica si mette in moto una catena di figure professionali che si occuperà del Paziente, dal suo ingresso in ospedale alla sua dimissione.Tra queste, il personale dell’Amministrazione: dalla Gestione Operativa che si occupa tra le altre cose della programmazione delle sale operatorie, alla Segreteria Chirurgica che si interfaccia con i pazienti per l’organizzazione del ricovero e del prericovero. Tra il personale sanitario: il Servizio Infermieristico di prericovero che si occupa degli esami preoperatori, il Reparto di Degenza che accoglie il Paziente e tutto il personale di sala operatoria.


La mano e l’evoluzione

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La mano è l’organo che conferisce all’Uomo la singolare capacità di fare uso di utensili e la maggiore lunghezza del nostro pollice rispetto a quello delle scimmie è stata spesso citata come una delle ragioni del successo della nostra specie.Ma le dimensioni delle nostre mani sono cambiate poco dall’ultimo antenato che ci separa dagli scimpanzé. La domanda che quindi sorge spontanea è: la struttura della mano umana moderna è – e rimane – molto primitiva tanto da non essere stata sottoposta a una pressione selettiva dovuta all’uso di utensili sempre più sofisticati, oppure era già così evoluta da essere funzionale per l’utilizzo di utensili sempre più complessi tanto non aver avuto bisogno di trasformarsi ulteriormente?


DOPO L’INTERVENTO

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La gestione del post-operatorio è importante per poter vive al meglio l’esperienza “intervento chirurgico” al meglio. Nei primi giorni dopo un intervento chirurgico a mani e polsi è importante mantenere l’arto in scarico, cioè con la mano più in alto rispetto al gomito. Questo semplice gesto impedirà alla mano e alle dita di gonfiarsi. In questo senso viene in aiuto anche l’utilizzo di ghiaccio, da alternarsi localmente per 15-20 minuti.Fondamentale è la gestione del dolore: il chirurgo saprà consigliare l’antidolorifico più indicato per ciascun caso. Altrettanto importante è la mobilizzazione dell’arto, con esercizi delle dita in apertura e chiusura. Con il passare dei giorni il ritorno alle attività quotidiane sostituirà gli esercizi stessi.Non esitate a fare domande: il chirurgo saprà rispondere alle vostre esigenze.


Teamwork

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insieme al Dottor Alessandro Pozzi


Traumi domestici: cosa fare? Ustioni

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Gli infortuni accidentali che si verificano negli ambienti di vita, quali le mura domestiche, rappresentano un consistente problema di sanità pubblica. Nota è l’associazione tra la quantità di tempo trascorsa in casa ed il rischio di infortunio: le persone maggiormente esposte sono infatti le casalinghe, i bambini e gli anziani.Gli infortuni più rilevanti dopo le ferite sono le ustioni (contatto diretto con il fuoco, con una pentola, con liquidi bollenti, con la piastra da forno, con il ferro da stiro), che si verificano nel 23,8% dei casi. Le parti del corpo più esposte sono gli arti superiori (75% dei casi). Le ustioni, a seconda della profondità e dell’estensione della superficie cutanea interessata, possono essere di primo, secondo e terzo grado (la più grave).La lesione va scoperta e raffreddata in acqua (immersione o impacchi) in modo da interrompere il processo. Successivamente disinfettare con un antisettico non alcolico e medicare con garza non adesiva (vaselinata; in mancanza di questa utilizzare la pellicola da cucina). In caso di ustione di grandi dimensioni contattare i mezzi di soccorso (112). Non rimuovere gli indumenti incollati alle ferite.


SMARTWORKING

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Mai come durante la pandemia da #COVID19 smartphone, tablet e PC sono stati strumenti così irrinunciabili, sia per la vita lavorativa “da casa” (smart working), che per la vita sociale – si pensi alle videochiamate con amici e parenti.Ancora più attuali diventano quindi le patologie dell’arto superiore connesse all’utilizzo di smartphone e tablet: si parla di Blackberry thumb, di textitis, di cellphone elbow, ma anche di sindrome del tunnel carpale e di compressione del nervo ulnare.Non bisogna dimenticare di dare un po’ di tregua anche alle nostre mani: fare piccole pause, alternare l’uso di entrambe le mani e fare esercizi di stretching di dita e polsi soprattutto a inizio giornata.


Il ricovero: prepararsi all’intervento chirurgico

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Il ricovero ospedaliero per intervento chirurgico rappresenta sempre un momento di forte stress, sia emotivo che organico. Per vivere al meglio questa esperienza ed evitare che si trasformi in un incubo, è importante prepararsi in modo corretto.Bisogna ascoltare attentamente le indicazioni che vengono fornite dal chirurgo in merito alla patologia, all’intervento chirurgico stesso e allo svolgimento delle fasi post-operatorie. Non esitate a fare domande: il vostro chirurgo saprà darvi tutte le spiegazioni necessarie.Il personale amministrativo e l’ufficio ricoveri si occupano dell’organizzazione pratica del ricovero, comunicando orari, modalità di ingresso in ospedale e documentazione necessaria. Anche in questo caso non esitate di fare domande: tutto il personale ospedaliero è a vostra disposizione.


Stretching delle mani

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Immaginiamoci di voler modellare un pezzetto di plastilina: inizialmente questa sarà fredda e rigida.Solo dopo averla scaldata con le mani essa assumerà la consistenza giusta per essere modellata.La stessa cosa succede a muscoli e articolazioni: essi necessitano un adeguato riscaldamento per permetterci performance adeguate. Eseguire esercizi in flesso-estensione delle dita (mano aperta-mano a pugno) e del polso permette ai muscoli di ammorbidirsi e favorisce un adeguato apporto sanguigno a queste strutture, evitando fenomeni infiammatori e possibili lesioni.#


La chirurgia mininvasiva

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La chirurgia mininvasiva permette un gesto chirurgico misurato, poco invasivo, con piccoli accessi chirurgici – basti pensare alla differenza tra la cicatrice chirurgica di un intervento di decompressione del canale carpale a cielo aperto rispetto alla cicatrice del medesimo intervento per via endoscopica. Questo permette un recupero funzionale dell’arto operato più rapido, con una significativa riduzione del disagio percepito e un veloce rientro all’attività lavorativa e quotidiana. Anche la possibilità di una mobilizzazione precoce, per esempio in seguito a interventi di sintesi di fratture ossee, fa parte di questo approccio minivasivo, inteso come altamente efficace ma a ridotto impatto sulla quotidianità del Paziente


Teamwork: il personale di sala operatoria

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Per il chirurgo è fondamentale lavorare in sinergia con il personale della sala operatoria. Questo permette di creare un ambiente lavorativo favorevole, sicuro e affiatato per il chirurgo stesso, ma soprattutto permette al Paziente di affrontare un momento di stress come un intervento chirurgico con serenità e senso di sicurezza.Le figure professionali che lavorano in sala operatoria sono: anestesista, infermiere strumentista, assistente di anestesia e OSS.


Traumi domestici: cosa fare? Ferite

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Ogni anno in Europa gli incidenti in casa e nei luoghi di svago causano circa 32.000.000 interventi ospedalieri. La maggior parte degli infortuni avviene in cucina (52,8%) e il primo responsabile dell’infortunio domestico risulta essere il coltello che da solo è causa del 13,5% di tutti gli incidenti. Le parti del corpo più esposte sono gli arti superiori (53,6% dei casi).Le ferite da taglio si presentato lineari, a margini netti e spesso si associano a una fuoriuscita di sangue (emorragia). In questi casi bisogna sciacquare la cute con acqua fredda in modo da pulirne i margini e ridurre la perdita di sangue. Successivamente disinfettare la ferita e tamponarla con garze sterili, che vanno mantenute in sede al fine di arrestare il sanguinamento e proteggere la ferita da possibili contaminazioni. Una compressione costante a monte del sito leso aiuterà a ridurre la fuoriuscita di sangue.In caso di emorragia inarrestabile contattare i mezzi di soccorso (112). In ospedale verranno fornite le cure necessarie al fine di arrestare l’emorragia in corso e valutare i possibili danni (lesioni nervose, lesioni tendinee, ecc).